
In un mondo dove il Dio Denaro regna incontrastato, l’Ajax rappresenta la più grande e rispettabile alternativa alle spese folli dei più grandi club europei.
Non si tratta solo di valorizzazione dei giovani attraverso metodologie di lavoro innovative, le quali spaziano dalla preparazione atletica e quella tecnica, da quella tattica a quella scolastica: il modello Ajax è cultura, è tradizione, è un qualcosa che solo questo club possiede.
Ogni vivaio d’elitè ha preso spunto da quello dei Lancieri, e se fino ad oggi, una realtà come quella del Barcellona è stata in grado di sfornare grandissimi talenti, gran parte del merito va attribuito agli insegnamenti arrivati dal club olandese.
ALLA SCOPERTA DEL ‘DE TOEKOMST’
Ebbene si, il ‘De Toekomst’ non solo rappresenta il centro sportivo dell’Ajax e delle relative giovanili: esso rappresenta l’idea, la cultura e la tradizione del club olandese.
All’interno del De Toekomst si respira la storia, la professionalità e l’innovazione proposta dagli addetti ai lavori.
Questa immensa struttura è dotata di 7 campi da calcio, 14 spogliatoi, una polisportiva costruita per far frequentare ai ragazzi molteplici attività alternative ma complementari al calcio, un comprensorio dedicato all’attività scolastica dei ragazzi ed una serie di aree dedicate allo sviluppo della tecnica di base su superfici differenti dal classico campo in erba.
Ma a questo ci arriveremo in seguito.
Proseguendo, questa realtà unica ospita, ogni anno, 200 ragazzi tra i 6 ed i 19 anni.
Per accedere al De Toekomst l’unico modo è quello di essere reclutati attraverso lo scouting meticoloso del club: nessuno potrà mai proporsi ma soprattutto nessuna raccomandazione verrà mai presa in considerazione.
Si parla di una rete di circa 70 osservatori solo per il settore giovanile, 70!
E poi ancora ci chiediamo come si possibile che ogni anno il club olandese sforni talenti sopraffini…
Le aree maggiormente battute solo quelle di Amsterdam e dintorni: la valorizzazione del territorio viene al primo posto.
La cultura locale si vive e si respira quotidianamente: è sempre stato così e continuerà ed esserlo.
Nonostante ciò, l’Ajax intrattiene rapporti anche con club situati fuori da confini nazionali: sono ben 49 le squadre che attualmente collaborano con il club olandese, di cui 23 all’estero.
Beh, direi che il bacino dal quale attinge l’Ajax è piuttosto ampio e variegato, e questo fattore consente al club di opzionare solo le primissime scelte di stagione in stagione.
Scelte perché, ogni anno, i ragazzi vengono valutati a seconda di numerosi parametri, i quali vanno da quello fisico a quello tecnico, da quella tattico a quello scolastico, e se non rispettati, dopo il terzo richiamo, la porta d’uscita è l’unica via percorribile.
Sono esattamente 30 su 200 i giovani che ogni anno lasciano l’accademia olandese per far spazio e nuove reclute.
Non c’è posto per la mediocrità.
UN’ISOLA FELICE
Non c’è posto per la mediocrità suona male, malissimo, se si pensa che i ragazzi ai quali si fà riferimento sono quelli che vanno dai 6 ai 19 anni.
Eppure è così.
Il club ha il preciso intento di creare giocatori di caratura internazionale che, con il passare degli anni, possano esser venduti ai più ricchi club europei al fine di autofinanziare le attività svolte all’interno dell’accademia.
Nonostante ciò però, una volta entrati all’interno del De Toekomst, i giovani calciatori vivono un esperienza calcistica e non si primissimo livello.
Oltre a tutto ciò che è inerente all’attività svolta in campo, il club di Amsterdam offre numerosi servizi.
Si inizia dalla componente scolastica: i ragazzi sono liberi di frequentare le scuole che più gli si addicono.
Ogni loro spostamento scuola-campo è a carico del club grazie al servizio bus messo a disposizione dalla società.
Una volta arrivati al campo sportivo, i ragazzi saranno poi seguiti dagli insegnanti del De Toekomst affinchè nessun giovane rimanga indietro con la propria educazione scolastica.
Il centro è inoltre fornito di molteplici strutture adibite allo sviluppo delle più disparate attività fisiche propedeutiche al calcio.
Tennis, pallavolo e pallacanestro sono solo tre tra gli sport aggiuntivi che il club propone ai propri tesserati.
Un caso curioso è rappresentato dai corsi di arti marziali che i giovani calciatori sono tenuti a frequentare: attraverso l’apprendimento di queste discipline, i ragazzi sviluppano numerose capacità coordinative in modo armonio ed alternativo.
Il contatto diretto con ‘l’avversario’ permetterà loro di comprendere i princìpi fondamentali dell’equilibrio emotivo e del rispetto, caratteristiche reputate essenziali per essere un giocatore dell’Ajax.
Ogni minimo dettaglio è trattato con estrema cura e professionalità: se si mira all’eccellenza questa è l’unica via percorribile.
LE METODOLOGIE D’ALLENAMENTO
Come detto in precedenza, tutto ha inizio con una meticolosa attività di scouting a livello nazionale ed internazionale.
Il primo step, una volta entrati nell’accademia, è rappresentato dalla collocazione dei giovani all’interno della fascia d’età che va dagli 8 ai 12 anni.
In questo preciso periodo, i ragazzi verranno iniziati al credo calcistico del club.
‘I and the ball’, il pallone ed io: questa la fase cruciale di ogni inizio percorso.
L’obiettivo è quello di creare giocatori che sappiano dominare il pallone, caratteristica essenziale di ogni giocatore di alto livello.
Si lavora in modo meticoloso sulla tecnica di base, sulla visione periferica, sulla percezione spazio-tempo e sul problem solving.
Si incentra poi lo sviluppo del lavoro su esercitazioni situazionali di 1 vs 1, 1 vs 2, 2 vs 2, 3 vs 2,
3 vs 3 e via dicendo.
Tutto ciò è estremamente propedeutico per le infinite situazioni di gara che si presenteranno in futuro.
Sarà inoltre fondamentale permettere al ragazzo di esprimersi senza alcun vincolo tattico: sembrerebbe che ai tecnici dell’Ajax sia vietato pilotare i ragazzi in partita così come chiamargli determinate giocate.
Sono loro i protagonisti, e come tali anche le giocate più difficili devono far parte del loro bagaglio personale.
Chiedere ad un giovane di ‘giocare facile’ equivale a tarpargli le ali!
Una volta superato questo primo periodo, i ragazzi entrano a far parte della ‘Youth Development’.
Essa rappresenta lo step successivo (13-16 anni) ed il momento in cui i giovani calciatori dovranno confrontarsi con ritmi d’allenamento sempre più alti al fine di creare nuovi adattamenti.
Chiunque non dovesse dimostrarsi all’altezza lascerà il club nel giro di poco tempo.
L’ultimo step è poi rappresentato dal ‘Professional Development’, l’equivalente della nostra Primavera.
Questa è la fase che precede l’ingresso in prima squadra.
Nuovamente, l’educazione scolastica ha un ruolo fondamentale: ogni ragazzo che non si sarà dimostrato all’altezza, rischierà l’esclusione dall’accademia, in quanto un giovane potrà diventare professionista solo se lo sarà in ogni campo della sua vita.
Questa si che è una mentalità vincente!
Bene, proseguiamo.
Precedentemente vi avevo accennato qualcosa riguardo alcune metodologie di lavoro alternative come lo sviluppo della tecnica di base su superfici non convenzionali per i tempi attuali.
Sembra fantascienza ma non lo è: l’accademia mette a disposizione dei ragazzi alcune aree differenti dal classico campo in erba: sabbia, fango, superfici sconnesse ed asfalto divengono presto i migliori amici dei tesserati del club.
Attraverso l’apprendimento della tecnica di base su superfici simili, i ragazzi imparano a dominare il pallone in modo eccellente dovendosi confrontare quotidianamente con realtà sempre diverse.
Questi ne sanno una più del diavolo!
Ci rendiamo presto conto che il mondo Ajax è un mondo a parte.
Che tu abbia 6 o 19 anni poco cambia se non i ritmi con i quali ti alleni.
Le esercitazioni svolte nei primissimi anni di attività saranno propedeutiche per il futuro, in quanto si mira al consolidamento di determinati princìpi di gioco che i calciatori si porteranno avanti per tutta la vita.
Questo è il loro stile, la loro cultura ed il loro modo di lavorare.
O così o così.
QUESTIONE DI SCELTE
Perché alla fine sì, è solo questione di scelte.
Bisogna tracciare una determinata linea societaria e portarla avanti affinchè si possa veder crescere i primi frutti: i vertici del club olandese ne sono l’esempio più lampante a livello internazionale.
Pensare di poter competere con le super potenze del calcio europeo è ormai pura utopia.
Non entrerò quindi nel merito della questione riguardante bilanci fallimentari a 8 zeri.
Tutto il mondo sportivo sà che per arrivare a comprare i più forti giocatori al mondo bisogna fare i salti mortali e quindi indebitarsi fino al collo.
Piuttosto vorrei concludere dando la mia personalissima opinione.
Il modello Ajax, nonostante abbia come preciso intento quello di autofinanziarsi cedendo i migliori talenti a cifre altissime, quindi creare un giro di denaro impressionante, rimane ad oggi l’esempio da seguire riguardo la gestione di un settore giovanile di primissimo livello.
Ogni piccolo particolare è curato alla perfezione: si parte dalle strutture per arrivare alla gestione tecnica e scolastica dei ragazzi, si continua con la loro formazione fisica e tattica concludendo con il costante aggiornamento dei tecnici.
Tutto segue un filo logico ed estremamente professionale.
In Italia siamo distanti anni luce da realtà simili, anche se forse, qualcosa, inizia a muoversi.
Società come Atalanta ed Empoli erigono palestre al posto di campi in erba perché han capito che la formazione calcistica di un ragazzo passa prima per lo sviluppo di determinate capacità coordinative, e solo poi per l’attività con il pallone.
Non possiamo pensare di costruire una casa partendo dalle tegole del tetto: c’è bisogno di fondamenta forti e solide per poter creare qualcosa di duraturo.
Ogni istruttore, ogni preparatore ed ogni componente della società necessita di un piano comune da seguire.
Bisogna remare tutti quanti verso la medesima direzione se l’obiettivo è quello di cambiare il nostro calcio.
Chi non ha le possibilità economiche dei più grandi club deve trovare una strada alternativa.
Magari non si vincerà la Champions e non si incasseranno milioni e milioni di euro grazie ad essa, ma forse si sfiorerà il sogno di una vita arrivando a pochi minuti da una maledetta finale, risultato che comunque rimane di pregevole fattura.
Questa non è finzione, è realtà.
Gli esempi ci sono.
Sono a portata di mano.
Si scrive Ajax ma si legge cultura, innovazione e professionalità.
Si legge ‘De Toekomst’: il futuro!
Perché in fondo, è solo questione di scelte.

