
Questa pausa per le Nazionali è terminata con la terza vittoria su tre per i nostri azzurri.
Roberto Mancini ha deciso di dar spazio a quasi tutti gli effettivi della rosa con il preciso intento di sperimentare ulteriori soluzioni in entrambe le fasi, mantenendo comunque fisso il sistema di gioco fondato su un 4-3-3 a stampo europeo.
Non facciamoci ingannare dai tre consecutivi 2-0 portati a casa dagli azzurri, pensando che non siano stati sufficienti dal momento che alcune nazionali hanno vinto con parziali ben più ampi.
L’Italia produce una grandissima mole di gioco.
Ha una solidità difensiva di assoluto livello e con ampissimi margini di miglioramento considerando il futuro roseo di giocatori come Mancini e Bastoni, ma soprattutto, ha giocatori di estrema qualità in tutti i reparti, fattore fondamentale se si ambisce a disputare un Europeo da ricordare.
Forse si, manca ancora un pò di cinismo, ma quello arriverà, non ho dubbi.
Tra una serie infinita di costruzioni differenti ed una fase offensiva che vede coinvolti numerosi giocatori, proviamo ad analizzare tutti insieme l’Italia che verrà.
FASE DI NON POSSESSO
Gli azzurri di Mancini si schierano, in fase di non possesso, adottando un classico 4-3-3.
A differenza della fase di possesso, la quale vede Spinazzola alzarsi quasi a ridosso della linea dei tre d’attacco, in questo caso il laterale azzurro mantiene salda la posizione limitando il più possibile le scorribande della rosa bulgara.
I riferimenti sono chiari e precisi: si difende a 4, creando densità in zona palla, pronti per ripartire alzando uno dei due terzini per creare superiorità numerica una volta superato il centrocampo.
Per quanto riguarda la fase di pressing, nell’immagine sottostante possiamo osservare gli azzurri attaccare immediatamente il portatore avversario con tutti e tre gli effettivi d’attacco (Insigne, Belotti e Chiesa) con il preziosissimo aiuto di Barella.
Proprio come accade all’Inter, il centrocampista di origine sarde non si risparmia mai durante la prima pressione: guida il pressing azzurro da vero leader a dimostrazione di come, oramai, sia diventato un giocatore di livello internazionale.
FASE DI POSSESSO
Gli schieramenti adottati dagli uomini di Mancini, in fase di possesso, sono prettamente due: 4-3-3 e 3-3-4.
Se nella prima immagine possiamo osservare una linea difensiva a 4, composta da Florenzi, Bonucci, Acerbi e Spinazzola, con un conseguente centrocampo a 3 così come il reparto offensivo, mentre nella seconda si vede il laterale sinistro (Spinazzola) guadagnare campo minuto dopo minuto, andando ad occupare la corsia esterna al fianco di Insigne.
Il grandissimo lavoro svolto da Leonardo consente agli azzurri di creare superiorità numerica ogniqualvolta ci siano le condizioni per ribaltare la transizione da negativa a positiva.
Ha una grandissima propensione all’1vs1, essendo supportato, finalmente, da una condizione atletica invidiabile così come da una tecnica non comune per chi, almeno sulla carta, ricopre il ruolo di terzino.
Il ballottaggio con Emerson Palmieri rimane serrato in vista dell’Europeo, anche se, sbilanciandomi, posso tranquillamente dire che il titolare, viste le prestazioni di questa stagione, dovrebbe essere proprio Spinazzola.
Attualmente, Mancini non dispone di un uomo simile all’interno della rosa azzurra, e privarsene sarebbe da pazzi.
LA COSTRUZIONE AZZURRA
Arriviamo così alla fase di costruzione, il vero marchio di fabbrica della rosa di Mancini.
Il tecnico marchigiano può contare, sin da inizio azione, su giocatori di estrema qualità tecnica quali Bonucci ed Acerbi: molto spesso sono proprio i due centrali a dare il via alla manovra azzurra, a dimostrazione di come venga riposta grandissima fiducia nella loro qualità.
Grazie all’immagine sottostante possiamo osservare i due centrali, Acerbi e Bonucci, sostare ai lati di Donnarumma, con Spinazzola e Florenzi in ampiezza sulle rispettive corsie.
Questa prima costruzione consente al numero 1 azzurro di poter contare su numerosi appoggi al fine di dare il via alla manovra.
Come detto in precedenza, la qualità dei difensori di Mancini è piuttosto alta, e di conseguenza, ogni possibile scelta risulterà efficace, specie se gli avversari non usciranno rapidamente in pressing.
Si arriva così ad una situazione specifica di costruzione a 3, la quale, durante queste due settimane, è stata adottata nella stragrande maggioranza dei casi durante la prima manovra.
Osserviamo la posizione di Sensi: il play azzurro diventa indispensabile ogni volta che uno dei due laterali decide di alzarsi per andare a creare superiorità numerica nella metà campo avversaria, consentendo ai difensori rimasti in zona palla di poter contare su un ulteriore appoggio in verticale.
Il ragazzo sembra essersi ripreso dopo più di una stagione sottotono: tutti quanti aspettiamo il vero Stefano Sensi ammirato in quel di Sassuolo.
Un calciatore con il suo talento sarebbe titolare in qualsiasi squadra di Serie A, e l’unica cosa che mi auguro è che possa continuare il suo periodo di forma fino al mese di Luglio e oltre!
FASE OFFENSIVA
Ne ho già parlato precedentemente, ma mi preme nuovamente ribadire un concetto:
Spinazzola non può e non deve avere rivali sulla corsia di sinistra.
Affronta entrambe le fasi con estrema lucidità ed attualmente esistono pochi giocatori (italiani) in grado di saper interpretare così bene i princìpi di gioco proposti da Mancini.
La posizione ricoperta nell’immagine soprastante raffigura come meglio non si potrebbe la sua grandissima propensione alla fase offensiva.
Accompagna l’azione da esterno aggiunto consentendo ad Insigne di accentrarsi maggiormente al fine di rifinire per i compagni di reparto, proprio come accadeva ai tempi del Napoli di Sarri.
Il passante per Chiesa è una perla di rara bellezza.
Questa situazione è stata proposta e riproposta numerose volte lungo il corso della partita, a dimostrazione di come stia ormai diventando un marchio di fabbrica della nostra Nazionale.
Attualmente non vedo come Insigne e Chiesa possano veder sfumare la loro titolarità per l’imminente Europeo.
Se il fantasista partenopeo ha ormai raggiunto una maturità tale da consentirgli di essere un vero leader della rosa di Mancini, l’ex viola ha finalmente visto esplodere tutto il suo talento nel giro di pochi mesi.
Statene pur certi che, con due giocatori così, ci divertiremo, eccome se ci divertiremo!
TRAZIONE ANTERIORE
Arriviamo così all’ultima immagine, la quale rappresenta tutta la bellezza del gioco degli azzurri.
Nonostante davanti ci fosse la Bulgaria, avversario non dei più temibile ma comunque da rispettare per impegno e dedizione, la seguente situazione mette in luce tutte le migliori intenzioni di un’Italia votata ad una fase offensiva di altissimo livello.
Possiamo osservare ben 5 giocatori proiettati nella trequarti avversaria.
Grazie al supporto del solito Spinazzola largo sulla sinistra, e di un instancabile Barella pronto ad inserirsi dentro l’area bulgara, Insigne, Belotti e Chiesa, con quest’ultimo libero da ogni marcatura in quel preciso istante, possono dormire sonni tranquilli, in quanto non mancherà mai il supporto da parte dei compagni ogniqualvolta si ritroveranno a dover scardinare le difese avversarie.
La forza di questo gruppo risiede quindi nella grandissima voglia di ogni effettivo di partecipare, attivamente, ad ogni ripartenza, ad ogni transizione, positiva o negativa che sia, fornendo numerose e nuove soluzioni per l’interno corso dei 90’.
C’è ancora da oliare qualche piccolo meccanismo, soprattutto in fase offensiva, e poi sì, saremo pronti per far esplodere tutto il nostro potenziale.
L’OPINIONE DI CC:
Come detto in precedenza, non facciamoci ingannare dai tre consecutivi 2-0 portati a casa dagli azzurri pensando che non siano stati abbastanza viste le grandi qualità dei nostri ragazzi e dei risultati roboanti delle future avversarie.
Siamo solidi.
Produciamo un gioco di alto livello e le alternative non mancano.
Se riusciremo a recuperare qualche giocatore importante durante questo finale di stagione, allora sì che saremo al completo.
Francia, Germania, Belgio, Olanda, Inghilterra, Spagna… e chi più ne ha più ne metta.
Sarà durissima, questo è fuori da alcun dubbio, ma ci siamo anche noi, cazzo se ci siamo anche noi.
La nostra forza è sempre stato il gruppo, e questa volta vedo tanti ragazzi seri con grandi obiettivi in testa.
Sono sicuro che chi giocherà darà il meglio: abbiamo un disperato bisogno di risollevarci a livello internazionale dopo la figuraccia della qualificazione mondiale.
Siamo italiani, abbiamo sempre dato il massimo ogniqualvolta ci siamo trovati a dover affrontare grandi difficoltà.
Siamo italiani, non dimentichiamolo mai.

