
Ha ragione chi vince?
Sempre?
Magari, ma non per noi.
Non possiamo confinare nella ristretta cerchia dei tre punti il successo nel gioco del calcio.
Così si ammazza ogni ideale, ogni principio tattico, ogni sabato di rifinitura e tutto ciò che comporta la preparazione di una gara, soprattutto quando questa è un big match.
Onore ad un Napoli che, dopo un primo tempo fatto di attesa ed ordine, ha affrontato gli uomini di Conte a viso aperto prendendo in mano il pallino del gioco per più di mezz’ora fino al termine della gara.
Insigne che gioca da play esterno con Mario Rui pronto a spingere alzando il baricentro azzurro.
Zielinski trequartista tutto fare che detta i tempi delle giocate e del pressing in ogni transizione.
Un Demme ritrovato, tutto polmoni e geometrie, metronomo del centrocampo azzurro al fianco di Bakayoko.
Koulibably che sovrasta Lukaku per 90’, perché è esattamente così che è andata, con Manolas e Di Lorenzo sempre pronti a ripiegare.
Osimhen indisponibile, Mertens che si infortuna ma Petagna sempre pronto a farne le veci, alla grande, anche partendo dalla panchina.
E poi Lozano: trovatemi un giocatore in tutta la Serie A capace di puntare e saltare l’uomo nell’1vs1 così frequentemente, così efficacemente.
Il Napoli di Gattuso è squadra, e quando sei squadra puoi anche perdere ma sicuramente non smarrirai mai metodi, sviluppi e principi.
Conta costruire, per il futuro, e Rino lo sta facendo al meglio.
Al diavolo i tre punti, c’è tutto il tempo per rimontare ma soprattutto ci sono basi solide sulle quali improntare i prossimi scontri diretti: forse è questa la reale vittoria.

