
Sinceramente ci saremmo aspettati una partita ben diversa da quella vista ieri all’Olimpico di Roma che ha decretato l’1-1 tra Lazio ed Inter.
I biancocelesti arrivavano da una sconfitta pesante contro l’Atalanta e la voglia di rivalsa era tanta, mentre i neroazzurri si facevano forti dei 9 gol segnati nelle prime due partite di campionato dimostrando di essere già in grande forma.
Lo spettacolo sembrava assicurato, ma così non è stato.
Dopo i primi 20’ dove l’equilibrio ha regnato sovrano, l’Inter trova il gol del vantaggio grazie a Lautaro Martinez abile nello sfruttare un rimpallo in area avversaria.
Da quel momento in poi, i neroazzurri hanno ribattuto gli attacchi della Lazio tenendo bene il campo e coprendo con le giuste marcature, nulla di più.
Da segnalare Vidal, il quale ha disputato un grandissimo primo tempo a dimostrazione di come Conte lo considerasse indispensabile per completare il centrocampo della sua Inter.
Al ritorno dagli spogliatoi, i neroazzurri partono subito fortissimo ma vengono gelati dal pareggio di Milinkovic-Savic al 55’.
Da quel momento in poi la partita cade in una sorta di confusione che si prolungherà fino al suo termine.
Più che attacchi di qualità si sono visti arrembaggi a destra e a sinistra, con un’unica chiara occasione da gol su un palo di Brozovic all’86’ dopo una deviazione da parte della difesa biancoceleste.
Non ci interessa far polemica, ma quello che si è visto ieri ha dell’imbarazzante.
L’arbitro Guida ha rovinato, ripetiamo, rovinato il finale di partita espellendo Immobile prima e Sensi poi.
Il fallo di reazione dell’attaccante laziale era al limite, ma un grande arbitro deve essere in grado di percepire il livello di agonismo che si viene a creare in partite come queste.
Per non parlare poi di ‘Vidal il guerriero’.
Guerriero?
Ma guerriero dove? Fatemi il piacere.
E poi la scena imbarazzante di Patric che si butta a terra dopo che Sensi gli appoggia la mano vicino al volto?
Qua si gioca a calcio, sembrava di essere a teatro ieri.
Se in un campionato come la Premier qualsiasi giocatore si dovesse mai prestare a mettere in scena ridicole tragicommedie come accaduto ieri, statene certi che non esce vivo dal campo.
E in tutto questo il buon Guida cosa fa?
Estrae due rossi dimostrando di non avere minimamente sotto controllo una partita che stava diventando cattiva.
Se solo ci fosse stato Collina in campo…
Peccato veramente, perché avremmo voluto ritrovarci qua a scrivere di quanto Lazio-Inter fosse stata emozionante.
Forse la cosa più interessante è stato il duello Lukaku-Bastos iniziato dopo l’infortunio che ha costretto Radu ad abbandonare il campo dopo appena 15’.
Per quanto riguarda l’inter, l’esperimento di Barella trequartista dietro Lautaro e Lukaku non ha funzionato, anche perché l’ex Cagliari trova la sua massima espressione da mezz’ala, mentre con Skriniar di nuovo sul centrodestra l’Inter ha trovato maggiore equilibrio in fase difensiva.
Conte dice di ritenersi soddisfatto della prestazione dei suoi, ma conoscendolo è difficile che possa realmente essere così.
L’Inter può e deve vincere partite simili.
Questi due punti lasciati a Roma peseranno e non poco, considerando il fatto che per quasi 20’ i neroazzurri hanno giocato in superiorità numerica.
Riguardo la Lazio invece il problema rimane sempre lo stesso: nonostante la rosa sia stata migliorata in termini numerici, non si può dire la medesima cosa riguardo la qualità dei nuovi arrivati.
Gli infortuni di Radu e Marusic hanno nuovamente palesato le difficoltà che Inzaghi aveva incontrato lungo il corso della passata stagione riguardo la preparazione.
In più, come già accennato lo scorso lunedì, se a sostituire Leiva e Luis Alberto ci sono Escalante e Akpa Akpro la frittata è fatta.
Non basta dare nuova fisicità e freschezza dal 70’ in poi, serve qualità, e purtroppo, tolti i 12-13 titolari, Inzaghi brancola nel buio.

