
Non sarà il pareggio in casa con l’Udinese a mettere in discussione le qualità di questo Milan.
Contro la Roma sono arrivati 3 punti importantissimi e dobbiamo ringraziare entrambe le squadre per aver dato vita ad una partita di altissimo livello.
Tra una fase di non possesso gestita alla perfezione ed uno sviluppo offensivo ritrovato, analizziamo tutti insieme i punti di forza della squadra di Pioli.
FASE DI NON POSSESSO
I rossoneri gestiscono la fase difensiva optando per sistema misto.
Se al portatore di palla avversario è concesso lo spazio per effettuare la prima giocata, possiamo vedere come tutti i possibili appoggi in verticale siano marcati a uomo, con le uniche eccezioni di Theo e Calabria che momentaneamente non vanno in pressione su Karsdorp e Spinazzola.
I duelli individuali in mezzo al campo saranno molteplici e quasi tutti ben definiti, avendo Pioli optato per marcature strette e continue in zona palla.
Vorrei sottolineare la prova di Saelemaekers.
Il belga non sarà il giocatore più appariscente della rosa rossonera, ma attualmente fornisce una duttilità tattica impressionante svolgendo un grandissimo lavoro di raccordo tra fase offensiva e difensiva.
Limitare le giocate di Veretout e Spinazzola, in supporto a Calabria, avrebbe significato togliere alla Roma imprevedibilità ed equilibrio, e così è stato.
Un grande applauso quindi per la ‘Salamandra’!
Un altro duello stra vinto dai rossoneri è stato quello tra Tomori e Mayoral.
Lo spagnolo è stato marcato a uomo per 90’ consecutivi trovando veramente poco spazio e vedendo ogni sua giocata stoppata sul nascere dal colosso del Milan.
L’ex Chelsea ha gestito alla perfezione ogni confronto nell’1vs1 dimostrando di essersi ambientato alla perfezione nei meccanismi ‘Pioliani’.
Ha grandissime qualità nell’anticipo e l’assenza di Romagnoli ha pesato meno di quanto tutti si sarebbero aspettati.
Altra grandissima prova di Kjaer il quale sta vivendo una seconda giovinezza in rossonero.
Il centralone danese ha giocato una partita superlativa guidando alla perfezione tutto il reparto difensivo.
Come è solito fare, ha spesso giocato sull’anticipo andando a prendere l’avversario già nella metà campo offensiva.
E che dire poi della prova di Calabria in marcatura su Spinazzola?
Il laterale scuola Milan, nonostante l’esterno giallorosso abbia comunque giocato una partita di alto livello, è riuscito nella ‘quasi impresa’ di limitare, il più delle volte, ogni azione offensiva.
Andare a prendere Spinazzola nella sua metà campo significa, in caso di errore, concedere a quella ‘furia’ di giocatore quasi 50 metri di campo.
Il 37 giallorosso è attualmente uno dei migliori esterni di tutta la Serie A, ma il buon Calabria non è da meno.
Nell’immagine sottostante possiamo vedere come il laterale rossonero fosse uscito altissimo in pressione affinchè Spinazzola venisse limitato sin dall’inizio.
Menzione d’onore, nuovamente, per Saelemaekers, il quale ha supportato Calabria innumerevoli volte in fase di raddoppio.
Un altro passaggio chiave di questa gara è rappresentato dalla posizione occupata da Kessie e Tonali in fase di non possesso.
Il primo ha marcato a uomo Pellegrini per 90’ limitando alla grande ogni possibile verticalizzazione, mentre il secondo ha concesso pochissimo a Mkhitaryan pressandolo stretto per l’intero corso della partita.
Questo particolare ha concesso agli uomini di Pioli di togliere imprevedibilità alla Roma andando in costante pressione su due degli uomini più talentuosi di Fonseca.
Inoltre, la crescita di Tonali, soprattutto in fase difensiva, è da rimarcare, in quanto l’ex Brescia sta dimostrando di poter diventare quel centrocampista stratosferico che tutta l’Italia attende da tempo.
FASE DI POSSESSO
Come si può vedere dalle immagini sottostanti, i rossoneri danno il via al possesso mantenendo il loro assetto classico fondato sul 4-2-3-1.
Se Kjaer e Tomori restano centrali, Theo e Calabria sfruttano tutta l’ampiezza del campo offrendo i giusti appoggi laterali.
Kessie e Tonali gravitano nella zona centrale, con il primo spesso in accorciamento mentre il secondo pronto a fornire maggiore profondità una volta consolidato il possesso.
Nonostante l’assetto del Milan sia molto riconoscibile, Kessie e Tonali spesso si cambiano di posizione riuscendo a dare quel tocco di imprevedibilità alla manovra rossonera.
Inoltre, la posizione tra le linee di Calhanoglu, fornisce quella soluzione in più in fase offensiva una volta superata la seconda linea di pressing.
Il turco, nonostante non abbia giocato la sua miglior partita, è comunque riuscito a raccordare il gioco del Milan gestendo tempi e spazi di giocata.
E che dire di Theo Hernandez?
Pensiamo veramente che ormai sia normale vederlo giocare a questi livelli?
Non c’è assolutamente nulla di ordinario nelle prestazioni che sta offrendo l’ex Real in questa stagione.
Gioca terzino ma spinge come un’ala.
Gravita esternamente ma spesso si accentra con Rebic sempre pronto a concedergli spazio e campo in zona centrale andando ad occupare l’esterno.
Nelle immagini sotto vedremo Theo attaccare prima centralmente con Rebic in ampiezza, mentre successivamente i due si cambieranno di posizione creando grande incertezza tra i difensori giallorossi.
Trovatemi due giocatori, in tutta la Serie A, che siano in grado di attaccare gli spazi come Theo e Rebic, soprattutto il secondo, protagonista assoluto del finale della nostra analisi.
Arriviamo così ad una delle caratteristiche migliori di questo Milan: l’attacco alla profondità.
Se nelle ultime gare era mancata quella lucidità tipica della squadra di Pioli in fase di possesso e poi di verticalizzazione, contro la Roma i rossoneri son tornati a far vedere ciò che ci ha fatto divertire maggiormente in questa stagione.
Possesso rapido, aggressione e verticalizzazioni.
Questo è il Milan di Pioli.
Oh, finalmente, eccoci arrivati.
La gara di Rebic, durata circa 70’, è stata di pregevole fattura.
Come ho detto in precedenza, il croato è uno dei migliori del nostro campionato ogniqualvolta ci siano spazi in profondità da attaccare.
Una difesa come quella della Roma, soprattutto se orfana di alcuni titolari, concede parecchi spazi e si assume molti rischi dato l’atteggiamento ‘poco attendista’ cucitogli addosso da Fonseca.
Nonostante l’ottima gara del difensore giallorosso, il confronto con Mancini è stato stra vinto dal 12 rossonero.
Quando è in forma, quando è lucido, e soprattutto quando ha voglia, l’attaccante croato, a campo, è uno spettacolo!
Chiama la palla, la vuole, deve essere sua.
Qua siamo solo al 16’, ma di azioni così ne vedremo moltissime, fino all’arrivo del gol.
Nuovamente è proprio Saelemaekers a trovare il passaggio decisivo per l’inserimento di Rebic in profondità.
Mezzaluna su Mancini, un paio di metri palla al piede e gol.
In questa rete c’è tutta l’essenza dell’attaccante rossonero.
Se dovesse riuscire a mantenere questo livello di prestazione, tutto il Milan potrà beneficiarne enormemente.
Pioli ha bisogno del suo numero 12, è imprescindibile per questa squadra nonostante una prima parte di stagione non eccellente.
Mercoledì è arrivato un pareggio in casa contro l’Udinese e la Juventus ora dista solo 4 lunghezze.
Attualmente reputo l’Inter una spanna sopra in rossoneri per continuità di gioco espresso e di risultati, e quindi ci sarà un secondo posto da difendere con le unghie e con i denti.
Sarebbe un traguardo pazzesco viste le ultime stagioni.
Un traguardo meritato, anzi, meritatissimo.

