
È troppo facile così.
Oramai bastano due sconfitte per buttare nel cesso una stagione e mezzo di grandissimo lavoro.
Ogni allenatore passato per Napoli o Roma ha potuto vivere sulla propria pelle le difficoltà giornaliere che queste due piazze ti riservano.
Chiunque ha fallito lì, anche i migliori, ed un motivo ci sarà.
Leggiamo ogni giorno ‘notiziule’ da quattro soldi e dichiarazioni totalmente infondate riguardanti i due sopra raffigurati quasi come se facesse più notizia l’allontanamento di un giocatore oppure i dissapori con il presidente piuttosto che la bellezza del gioco che esprimono queste due squadre.
La Roma è terza a 40 punti e a -6 dal Milan.
Il Napoli è quinto a 37 con una gara da recuperare.
Se dovesse vincerla vedrebbe ridurre di ben tre lunghezze la distanza dal primo posto.
E a quel punto cosa ci toccherebbe leggere l’indomani?
Napoli in corsa per scudetto?
E se invece i giallorossi dovessero mai fare bottino pieno alla prossima con la Juventus, cosa si direbbe di Fonseca?
In entrambe le conferenze post partita di ieri le uniche domande che hanno tenuto banco sono state quelle relative ai problemi interni piuttosto che all’analisi di due vittorie chiare e limpide arrivate grazie al gioco e ad una compattezza da squadra di vertice.
Questo dovrebbe dirci molto sul periodo storico-calcistico che stiamo vivendo.
Così, mi piace sempre meno.
‘Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce’.
Lao Tzu, VI secolo a.c.

