
Capita spesso che passi inosservato il lavoro svolto dietro le quinte.
Amiamo i gol dalla distanza tanto quanto i duelli 1vs1 vinti grazie al talento dell’attaccante.
Amiamo tutti ciò che ci fa strabuzzare gli occhi e dire: ‘’quello è veramente un fenomeno’’.
Vero, tutto vero, ma per segnare il gol della stagione o più semplicemente arrivare davanti al difensore per saltarlo bisogna passare per quelle zone di campo dove solo pochi giocatori al mondo sono in grado di dominare.
Marcelo Brozovic è uno di quelli, e non ho paura a dirlo.
Macina chilometri su chilometri come il più diligente dei mediani ed imposta come uno dei migliori play che questi ultimi anni di calcio ci hanno regalato.
Sempre pronto a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto: la partita di domenica contro la Juventus ne è la prova.
Barella e Vidal hanno dato spettacolo, ma Brozovic ha diretto l’orchestra in modo impeccabile.
Non c’è pallone che non passi per i suoi piedi in fase di impostazione tanto quanto sugli scarichi arrivati dai compagni in difficoltà.
Marcelo è ovunque: nessun giocatore tra le prime 7 del nostro campionato corre tanto quanto il croato.
La cosa pazzesca è che è in grado abbinare questa sua qualità di corridore a scelte impeccabili sotto il punto di vista tattico: sinceramente non ricordo l’ultimo passaggio sbagliato dal 77 neroazzurro.
Pochi, pochissimi altri giocatori al mondo sarebbero in grado di interpretare così bene il ruolo di play come da Antonio Conte richiesto.
Lui è uno di quelli.
Marcelo Brozovic: un’altra categoria.

