
In un 2020 che ha visto il mondo intero fermarsi, si scorge una piccola luce in fondo al tunnel per i tifosi rossoneri, la quale porta il nome di AC Milan.
Eh sì, perché il 2020 del Diavolo ha fatto registrare record su record, e sembra che non abbia nessuna intenzione di fermarsi: ogni obiettivo è ancora lì, che sia campionato, Coppa Italia o Europa League, e gli uomini di Pioli hanno il dovere ed il diritto di sognare in grande.
Comprensibile la scaramanzia con la quale si affrontino discorsi relativi alla vittoria di un trofeo, bisogna volare bassi e continuare a lavorare, ma noi, da esterni, possiamo sbilanciarci e provare a credere che questo Milan abbia tutte le carte in regola per togliersi grandissime soddisfazioni una volta arrivati a maggio.
D’altronde, con numeri simili, niente è impossibile.
NUMERI E STATISTICHE
Vogliamo partire da una panoramica generale di questo pazzesco 2020 a tinte rossonere?
79 punti conquistati nell’arco di 365 giorni: più di ogni altra squadra in Serie A.
23 vittorie ed ultima sconfitta che risale all’8 Marzo: da quel momento in poi, i rossoneri sono imbattuti da 26 gare, avendo fatto registrare 19 vittorie e 7 pareggi.
79 gol fatti e 38 subiti.
Questo Milan è quindi 1° per: punti fatti, vittorie ottenute, sconfitte subite.
Ha la migliore difesa ed il 2° miglior attacco solo dietro l’Atalanta (83 reti).
1° per media punti, risultati utili consecutivi e risultati utili complessivi.
E poi?
E poi è la seconda squadra nella storia dei maggiori cinque campionati europei ad aver fatto registrare due gol o più in 15 partite consecutive nell’arco di un anno solare.
Riguardo questa Serie A targata 2020/2021, i rossoneri, in termini statistici, sono secondi solo agli storici cugini per gol segnati, 32 a 34, e differenza reti, +16 a +17.
Un’altra curiosa statistica emerge dal computo dei legni colpi (pali e traverse), il quale vede il Milan al 1° posto insieme all’Hellas, dato che dimostra l’infinita mole di gioco prodotta dai ragazzi di Pioli.
Ogni frazione di gara è stata buona per trovare la via del gol: si passa dai 37 tiri in 14 partite nei primi 15’ di gara, ai 50 nell’ultimo quarto d’ora.
Un +13 che nessun’altra squadra in tutta la Serie A è stata in grado di far registrare.
Possiamo quindi dire che la testa della classifica non è meritata, di più: 4 vittorie ed 1 solo pareggio con le prime sette della classe.
Mancano solo Juventus ed Atalanta e poi sì che potremo parlare di scudetto.
OLTRE I NUMERI
Arriviamo così al momento che più mi piace, dove ad essere protagonisti sono i giocatori e gli allenatori, il fulcro di ogni società.
Ci vuole armonia, condivisione ed attaccamento: il Milan di Pioli è tutto questo.
La conferma di Donnarumma ad inizio stagione sta portando i suoi frutti: il portierone della Nazionale è uno dei migliori in tutta Europa per parate decisive.
Capitan Romagnoli sempre pronto a caricarsi sulle spalle l’intero reparto difensivo insieme a Kjaer, il quale, sembra stia vivendo una seconda giovinezza.
Quest’ultimo, infortunatosi nelle scorse settimane, ha lasciato il posto prima a Gabbia e successivamente a Kalulu, difensore di origini congolesi, il quale sta dimostrando di essere all’altezza della situazione nonostante la giovane età e la poca esperienza ad alti livelli.
Calabria e Theo Hernandez sono, attualmente, due tra i migliori terzini dell’intera Serie A.
Si completano alla perfezione: il primo fornisce grande copertura ed equilibrio alla retroguardia rossonera, mentre il secondo gioca da attaccante aggiunto.
Ancora ci stiamo chiedendo come sia stato possibile che il Real Madrid l’abbia potuto lasciar partire così a cuor leggero.
Qua non si parla di un giocatore sopra la media, ma di un reale fenomeno: se continuerà di questo passo, la chiamata della Nazionale non potrà non arrivare così come le infinite offerte che a breve pioveranno il quel di Milano.
Kessie e Bennacer, proprio come i terzini sopracitati, ‘sono fatti l’uno per l’altro’.
È difficile trovare, in tutta la Serie A, una coppia di centrocampisti così affiatati: interpretano alla perfezione entrambe le fasi dando grandissimo equilibrio ai compagni grazie alla straripante forma fisica del primo e la grande intelligenza tattica del secondo.
Il buon Tonali avrà tutto il tempo necessario per ritagliarsi un ruolo chiave all’interno dello scacchiere Pioliano, ma servirà tempo e grande applicazione, perché scalzare uno dei due appare difficile.
Arriviamo così al reparto migliore dell’intera rosa.
Tolto Calhanoglu, il quale appare inamovibile essendo attualmente uno dei migliori trequartisti del campionato, ogni singolo componente dell’attacco rossonero ha avuto l’occasione di mettersi in mostra, che fosse da inizio partita o a gara in corso.
Giocano tutti, ma soprattutto, giocano ovunque, e questo è ciò che conta.
Dopo l’infortunio di Zlatan, Pioli è stato chiamato a doversi reinventare un nuovo Milan senza una reale punta di ruolo.
Nessun problema: che ci fosse Rebic o Leao poco importava, il risultato è sempre stato lo stesso.
Vedete, c’è poco da fare, questo Milan è complementare, in ogni reparto, grazie all’infinita duttilità tattica di ogni giocatore.
Merito loro, ma merito anche di Stefano Pioli ed il suo staff.
Ricordare nuovamente a tutti di quanto fosse stata fondamentale la riconferma di Pioli appare banale, vorrei piuttosto concentrarmi su ciò che attenderà il Diavolo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.
Mancano 5 giornate alla chiusura del girone d’andata e ci sono ancora Atalanta e Juventus da affrontare.
Saranno due banchi di prova fondamentali per capire fin dove potrà arrivare questo Milan.
Forse è ancora troppo presto per parlare di scudetto, i campionati si vincono a maggio, ma è impossibile che i tifosi rossoneri non stiano già iniziando a sognare.
A breve tornerà anche Ibrahimovic a pieno regime e rivedremo così l’intera rosa al completo.
Fino a quel momento però, i ragazzi di Pioli dovranno godersi il viaggio piuttosto che pensare a cosa ne sarà di loro nel giro di qualche mese.
Arrivati a questo punto non si possono fare calcoli e tantomeno previsioni: bisogna ragionare di partita in partita con la convinzione che il destino sia nelle proprie mani.
Questo è ciò che fanno i campioni.
Questo è ciò che dovrà fare il Diavolo se vorrà tornare ad essere grande.

