
Cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia: il risultato è lo stesso indipendentemente dall’ordine in cui vengano effettuate le addizioni.
Questa è l’Atalanta di Gasperini: una continua operazione matematica.
Gioca Toloi sulla sinistra contro la Lazio marcando a uomo Milinkovic-Savic?
Nessun problema, il weekend dopo ci sarà Palomino, sempre dalla stessa parte, pronto a prendersi Sottil sottobraccio e accompagnarlo verso il tunnel che porta agli spogliatoi.
Contro il Torino prima De Roon e Freuler in mediana, con la Lazio Pasalic e Freuler e contro il Cagliari De Roon e Pasalic.
3-4-1-2 alla prima di campionato con Gomez a supporto di Zapata e Muriel?
Ottimo, 3-4-2-1 alla seconda: dentro Malinovskyi in coppia con l’argentino, fuori Muriel con Zapata unica punta.
E contro il Cagliari che fanno? Non cambiano di nuovo?
Ma certamente: 3-4-1-2, Papu trequartista e i due colombiani a reggere l’attacco.
Si sblocca finalmente Zapata, ma lo sostituiscono, spazio a Lammers.
Il Gasp lo butta dentro al 65’, e questo che fa? Segna.
Noi ridiamo, ma questi sono veramente matti, Gasperini su tutti.
Si rischia ormai di scadere nel banale parlando di quanto sia bella l’Atalanta, ma non è così.
Questa è una squadra che in molti allenatori stanno studiando e che continueranno a studiare, non c’è niente di convenzionale in tutto ciò.
Ha portato una ventata fresca di nuove idee e modi diversi di intendere il calcio, più europeo, più evoluto, più rivoluzionario.
Marcano a uomo, 1vs1 a tutto campo, e si assumono ogni possibile conseguenza che questo tipo di atteggiamento possa portare.
Scelgono una difesa 3 perché questo tipo di soluzione consente una costruzione più dinamica e che possa puntare direttamente all’ampiezza.
Un mediano scende ad impostare, molto spesso è De Roon, si posiziona tra due dei tre centrali e inizia a far girare palla, e con lei tutti gli altri 10, perché si, anche il portiere è direttamente coinvolto.
Superano la prima linea di pressing ed è da lì che inizia il bello.
Palla a Freuler o Pasalic, palla a Gomez per Hateboer o Gosens, poco importa: questi guadagnano terreno in qualsiasi modo.
Zapata accorcia mente Muriel allunga e va a prendersi la trasmissione in profondità da parte del Papu?
E chi lo sa.
C’è Malinovskyi in campo? Bordata da 30 metri e gol.
Qua non si tratta solo di singoli, che tra l’altro giocano tutti quanti in pianta stabile nelle rispettive nazionali, ma di meccanismi oliati alla perfezione grazie alle infinite caratteristiche complementari di tutti gli interpreti.
Ve ne avevamo parlato lungo l’analisi di Atalanta-Cagliari: i gol della Dea sono tutti in fotocopia se paragonati alle partite precedenti.
Torino-Atalanta, Atalanta-Cagliari: palla in profondità per Muriel e gol dell’1-0, con il colombiano posizionato sulla linea del fuorigioco esattamente tra i due centrali avversari in entrambe le situazioni.
Traversa di De Roon nella sfida contro il Cagliari e gol dello stesso in quella con il Torino: scarico di Zapata per l’olandese che arriva a 100 all’ora e tira a botta sicura.
Poco importa se con i sardi non è arrivato il gol, qua si tratta di saper già cosa fare e soprattutto dove e quando farlo.
Per non parlare dell’asse Gosens-Hateboer: gol dell’olandese su cross da sinistra di Gosens in Torino-Atalanta e stessa scena che si ripete in quella contro la Lazio.
E poi c’è lui, il Papu: 4 gol messi a referto dopo appena 3 giornate.
Due da fuori area tremendamente simili contro Torino e Cagliari, mentre un’altra perla è arrivata contro i biancocelesti dopo un assist di Malinovskyi.
Ma in tutto ciò, i difensori cosa fanno? Stanno a guardare?
Non proprio, Palomino insegna: due assist nell’ultima partita contro i sardi e prestazione da 8 in pagella.
E se gli avversari ripartono in contropiede con una difesa così alta, chi li va a prendere?
E che ne sappiamo noi.
Contro il Torino c’era Sutalo sulla sinistra, Caldara centrale e Toloi sulla destra.
Con la Lazio Toloi è stato spostato sulla sinistra con Palomino centrale e Djimsiti sulla destra, per poi rivoluzionare tutto nel secondo tempo facendo subentrare Romero e piazzandolo al centro al posto di Palomino dirottato a sinistra con Toloi dalla parte opposta.
Avranno cambiato ancora contro il Cagliari? Non sia mai che i 3 dietro possano restare gli stessi per 45’ di fila: dentro Djimsiti e fuori Toloi sull’out di destra.
Cambiano 4 giocatori ogni partita ma il risultato è e sarà sempre lo stesso.
Il bello è che gli avversari lo sanno già, prima o poi ti colpiranno come hanno già colpito in passato.
Il problema quindi non è tanto capire da quale zona di campo e con quali giocatori lo faranno, il problema è quando.
Quand’è che Muriel sfilerà tra i due centrali per andare 1vs1 contro il portiere e segnare?
Quand’è che Gosens crosserà in mezzo per Hateboer che da due passi spingerà il pallone in rete?
Quand’è che il Papu prenderà palla e segnerà a 25 metri?
Vedete, tutto ciò è allucinante, quasi diabolico.
E allora a questo punto bisogna provare a porsi nuovamente una domanda: si scade nel banale se si continua a parlare di quanto sia bella quest’Atalanta?
Finché il Gasp renderà queste domeniche così festose anche senza pubblico allo stadio, beh, la risposta noi ce l’abbiamo, e voi?

