
L’attesa è finita.
Il 19 Settembre torna la serie A, la nostra serie A.
Il calcio d’agosto ci ha tenuto compagnia con l’ultima giornata di campionato ed una Final Eight di Champions League rocambolesca e ricca di sorprese.
Poi il nulla se non il calciomercato iniziato l’1 Settembre.
Ma a noi intessa il campo, il resto serve solo a riempire le pagine delle principali testate giornalistiche.
Vogliamo disperatamente tornare a guardare le partite insieme ai nostri amici. Vogliamo svegliarci il venerdì mattina e controllare le probabili formazioni del weekend. Vogliamo sederci comodi sul nostro divano la domenica sera ed ascoltare i nostri commentatori televisivi preferiti raccontarci ciò che di meglio è accaduto nell’ultimo turno di campionato.
Ma soprattutto, vogliamo iniziare una nuova settimana consapevoli che pochi giorni dopo si andrà nuovamente in scena.
Ne abbiamo bisogno, il calcio è la nostra linfa.
Bene direi che possiamo incominciare.
Come detto in precedenza la stagione 2019/2020 si è conclusa il 2 Agosto con la vittoria della Juventus per il nono anno consecutivo dimostrando nuovamente di essere una spanna sopra le altre in termini qualità e lunghezza della rosa, programmazione e realtà societaria.
L’Inter ha ceduto il passo scivolando nei momenti più importanti della stagione dimostrando di non essere ancora pronta per scucire il tricolore alla sua storica avversaria riuscendo comunque a conquistare un grandissimo secondo posto.
Poi c’è l’Atalanta che per il quarto anno consecutivo ha dimostrato di meritarsi un posto tra le grandi del nostro campionato arrivando nuovamente terza.
Dite che riuscirà a ripetersi anche quest’anno? Sinceramente non lo sappiamo ma lo speriamo con tutto noi stessi.
L’Atalanta fa bene al calcio, dà speranza. La loro programmazione dà speranza, la loro attitudine in campo dà speranza. Il loro modo di interpretare le partite e il calcio a trecentosessanta gradi dà speranza.
Forse c’è ancora una piccola e remota possibilità di poter competere con le più grandi d’Europa anche non avendo a disposizione ingenti risorse economiche.
Chiedere al Paris Saint Germain per credere.
Mancavano due minuti, pochi, pochissimi.
Se poi però, due fenomeni che portano la 10 e la 7 decidono di cambiare marcia, purtroppo non ce n’è più per nessuno.
Ma comunque complimenti alla squadra di Mister Gasperini per averci nuovamente regalato una stagione da incorniciare.
Arriviamo così alla Lazio di Simone Inzaghi.
Siamo sinceri, pensavamo tutti quanti che la compagine biancoceleste quest’anno potesse contendersi fino all’ultima giornata il campionato con la Juventus.
Con un Immobile che ha chiuso la stagione arrivando a 36 gol ed eguagliando un record che sembrava irraggiungibile, un Luis Alberto imprendibile ed un Milinkovic-Savic ritrovato, la strada verso lo scudetto non sembrava poi così distante.
La squadra di Inzaghi stava andando forte, fortissimo, mamma mia come giocavano, che spettacolo!
Purtroppo però lo stop forzato causa Covid ha ridimensionato le ambizioni della Lazio, la quale ha dovuto fare i conti con una rosa troppo corta per poter affrontare una partita ogni tre giorni ma soprattutto la disabitudine a giocarsi determinati traguardi ha fatto la differenza.
Ripetersi quest’anno sarà difficile, ma non impossibile. Se non dovessero arrivare cessioni illustri siamo sicuri che la Lazio potrà dire la sua.
Quindi: Juventus campione, Inter, Atalanta e Lazio in Champions.
Per quanto riguarda il piazzamento in Europa League, la Roma è riuscita a conquistare un quinto posto al termine di una stagione ricca di alti e bassi.
Sinceramente stimiamo molto il loro tecnico, Paulo Fonseca, e crediamo che la riconferma sulla panchina giallorossa sia più che meritata.
La sua Roma però deve cambiare passo. Deve dimostrare di essere all’altezza di un possibile piazzamento in Champions. Ha tutte le carte in regola per farlo. Il talento c’è, la Roma ne è ricca. Se la società regalerà al Mister qualche altro acquisto importante, potremo vederne delle belle.
Discorso analogo per un Milan arrivato sesto dopo una partenza a singhiozzo, rinvigorito e ribaltato poi dalla testa ai piedi dopo l’arrivo di Ibrahimovic e grazie, soprattutto, al grandissimo lavoro di Stefano Pioli.
Se contro tutte le previsioni il Milan è riuscito a strappare un pass per i preliminari di Europa League il merito è anche suo. Diamine, sì che è anche suo!
Per carità, in campo scendono e scenderanno sempre i giocatori.
Il rigore decisivo al 90’ lo tira chi sta correndo da altrettanti minuti, ed è giusto che gran parte dei meriti vada a chi suda sette camicie in campo.
Ma lasciateci dire che siamo veramente contenti per la riconferma del tecnico milanista.
È arrivato in punta di piedi.
Ha lavorato silenziosamente e con grande professionalità fino all’ultima giornata di campionato nonostante tutti dessero per fatto, ormai da mesi, l’imminente arrivo di un nuovo tecnico.
Caro Mister, dobbiamo essere sinceri con te!
Abbiamo temuto il peggio. Non c’è ne voglia il buon Rangnick, professionista esemplare il quale è riuscito a portare il suo Lipsia in pianta stabile tra le prime di Germania e quindi in Champions attraverso un lavoro meticoloso fatto di scounting, acquisti mirati e impeccabile gestione visionaria, quale la scelta di affidare la guida tecnica del club a Julian Nagelsmann.
Ma noi siamo romantici!
Vederti ancora sulla panchina rossonera ci riempie il cuore di gioia. Ha vinto l’uomo, hai vinto tu.
I giocatori ti hanno dato fiducia e alla fine tutto si è concluso per il meglio.
Vorremmo aprire un’ulteriore parentesi romantica parlando di Rino Gattuso e del suo Napoli, roccioso e tutto cuore come il suo mister, arrivato settimo e conquistando un accesso diretto ai gironi di Europa League grazie alla vittoria della Coppa Italia, ma il tempo stringe e dobbiamo proseguire.
Giù dal podio delle Coppe troviamo le due squadre che, a nostro parere, hanno sorpreso maggiormente lungo il corso della passata stagione: il Sassuolo ed il Verona arrivate rispettivamente ottava a nona.
Se il Sassuolo di mister De Zerbi ha regalato grandi emozioni agli esteti del calcio amanti del bel gioco, il Verona ha dimostrato attraverso una grandissima compattezza di squadra, nonostante arrivasse della serie cadetta, di potersi ritagliare un ruolo di assoluto rilievo nel nostro campionato affidandosi nuovamente, per l’imminente stagione, al nostro amatissimo e vulcanico Ivan Juric.
A 49 punti, arrivate rispettivamente decima ed undicesima troviamo la Fiorentina ed il Parma.
Negli articoli successivi entreremo nel dettaglio per quanto riguarda la squadra simbolo di Firenze: da una squadra così ricca di talento ci aspetta molto di più.
Subito sotto troviamo il Bologna di mister Sinisa Mihajlovic, il nostro guerriero serbo, l’Udinese di Gotti, il futuro Cagliari di Di Francesco, il quale, fortunatamente torna ad essere protagonista nel nostro campionato, ed infine la Sampdoria dell’intramontabile Sir. Claudio Ranieri.
Si, abbiamo un debole per Di Francesco. Non ci scorderemo mai il 3-0 rifilato al Barcellona il 4 Aprile 2018 allo stadio Olimpico. Che partita signori!
Arriviamo così alle ultime due posizioni prima della zona retrocessione.
Se il Genoa è riuscito a strappare un pass per la prossima stagione di Serie A all’ultima giornata, il Torino è riuscito a farlo con due partite d’anticipo.
Sembrava scontata la salvezza, ma così non è stato.
Moreno Longo è riuscito a rimettere in sesto un gruppo al tappeto sotto il punto di vista fisico e mentale, portando a termine la missione che il popolo granata gli aveva affidato.
Tutto ciò però non gli è valsa la riconferma, e con l’arrivo di Giampaolo sembra che il presidente Cairo abbia voglia di invertire marcia anche grazie ai buoni acquisti di mercato portati a termine finora. Sinceramente stimiamo molto il tecnico di Bellinzona, e crediamo possa riscattarsi dopo la cupa parentesi milanese.
A Torino troverà un ambiente caloroso e stimolante.
Arriviamo così alle tre squadre retrocesse.
Se il Brescia e la Spal hanno deposto le armi con largo anticipo, il Lecce di Liverani ha lottato fino all’ultima giornata con grandissimo onore.
Retrocessione, a nostro parere, assolutamente immeritata.
Non segni 52 goal per caso in una stagione da neo promossa. Non fermi la corsa di Juventus e Inter riuscendo a portare a casa due pareggi meritatissimi, così come non vinci per caso in trasferta a Napoli. E queste sono solamente tre partite dove il Lecce ha ampiamente dimostrato di poter competere anche nella massima serie.
Il tecnico romano è riuscito a plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza.
Che gran peccato vedere una squadra come quella salentina nuovamente in serie B.
Purtroppo però 85 goal subiti in 38 partite sono parecchi, ed è sempre il campo che decreta il verdetto finale.
Nonostante tutto possiamo comunque gioire per Liverani il quale è stato poi ingaggiato dal Parma a stagione ormai conclusa a dimostrazione del grande lavoro svolto in questi anni.
Non ci resta che fargli un grosso in bocca al lupo.
Cosa possiamo quindi aspettarci da questa nuova stagione?
C’è grande, grandissima incertezza.
La situazione sanitaria nazionale rimane instabile.
Aver concluso la stagione ad inizio agosto ha stravolto i piani di tutte e 20 le squadre impegnate nel nostro campionato.
La preparazione estiva ha seguito programmi e ritmi diversi dal solito, e questo, a parer nostro, inciderà e non poco in futuro.
Diverse società hanno deciso di ingaggiare nuovi tecnici, ma il tempo a disposizione per lavorare e creare le giuste alchimie potrebbe non bastare.
A giugno inoltre si giocherà il campionato Europeo, il quale, causa Covid, è stato posticipato come ben sappiamo.
Ci si rende presto conto di quanto il calendario sarà fitto se si considera che la stagione 2019/2020 si è conclusa ad inizio agosto, e quella 2020/2021, per i giocatori impegnati con le rispettive nazionali, terminerà a metà luglio.
Ciò che però realmente ci tormenta, da grandi amanti del calcio, è l’incertezza riguardo la presenza o meno del pubblico negli stadi.
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante un’intervista rilasciata poche settimane fa, ha lasciato intendere che per ora la scelta di riaprire gli stadi, seppur in conformità con le regole e le misure anti-Covid, appare inopportuna.
Che si possa essere d’accordo o meno con queste misure non spetta a noi dirlo.
Sicuramente siamo consci del fatto che il pubblico ha un impatto enorme per quanto riguarda gli esiti delle partite e la motivazione di chi scende in campo, ma purtroppo bisognerà ancora attendere prima di poter nuovamente recarsi allo stadio.
Al di là del calcio, la realtà che stiamo vivendo ormai da inizio marzo ha messo a dura prova la vita e la quotidianità di ognuno di noi, e speriamo con tutto noi stessi che possa finire quanto prima.
Il nostro bel paese ha bisogno di tornare a respirare un po’ di libertà e serenità così come il calcio ha bisogno di riappropriarsi dei suoi tifosi abbracciati in curva.
A noi il calcio piace viverlo così, visceralmente.
Manca poco amici, e poi tutto potrà finalmente ripartire.
Tra chi si riconfermerà e chi invece è ancora alla ricerca di una propria identità, le sorprese non mancheranno, ne siamo sicuri.
Usciremo a breve con nuovi articoli dedicati alle venti squadre che parteciperanno alla prossima serie A, ma per il momento non possiamo dirvi nulla di più.
Vi promettiamo però che faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinché ognuno di voi possa vivere questa nuova stagione al nostro fianco così come se lavorassimo ogni giorno insieme a questo progetto.
State tranquilli, non ve ne pentirete.

